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Serie B2

Katerina Pucnik, esperienza in posto-4 per l'Argentario

Non c’è solo quello di Aurora Bonafini fra i ritorni eccellenti all’Argentario di questa estate. Dopo una stagione al Volano la segue sulla strada che porta a Cognola anche Katerina Pucnik, un’altra delle giocatrici simbolo della nostra storia societaria.
La schiacciatrice triestina, ormai trentina d’azione, tornerà quindi ad affrontare la serie B2, come Aurora, a sei anni di distanza da quando la squadra allenata da Maurizio Moretti vinse il campionato e si guadagnò la promozione in B1.

Nel suo curriculum ci sono anche una stagione in B2, sempre all’Argentario nella stagione 2012-2013, due nella Trentino Rosa fra il 2013 e il 2015 prima in B1 e poi in A2, poi sei consecutive con noi dal 2015 al 2021 fra B2 e B1, e quella da poco terminata con la maglia del Rothoblaas, unica compagine trentina capace di conquistare la salvezza nel duro girone B. La squadra, in realtà, avrebbe anche potuto ambire a una posizione di classifica più assolata della sesta, ma una falsa partenza e una serie di infortuni che hanno interessato molte giocatrici chiave, lei compresa, hanno costretto il team a ridimensionare un po’ le proprie ambizioni.

«In estate eravamo molto cariche - ricorda Katerina - e le aspettative erano alte, ma quelle prime tre sconfitte consecutive ci hanno un po’ abbattuto. Due di esse, viste alla luce della classifica finale, ovvero quelle subite in trasferta a Gorle e a Offanengo, avrebbero potuto anche essere archiviate senza fare drammi, ma averci infilato quella casalinga contro Busnago ha reso il tutto abbastanza difficile da digerire. Poi si sono aggiunti una serie di infortuni e tutto è diventato complicato. Per colpa del mio problema al ginocchio ho dovuto rimanere ferma quasi due mesi, tanto che ad un certo punto ho pensato che mia stagione fosse finita e non avrei fatto in tempo nemmeno a rientrare».
Ti suona un po’ strano dover affrontare un campionato di B2 dopo tanto tempo?
«Un po’ sì, ma credo che all’inizio l’aspetto più strano sarà non avere Maurizio come allenatore. Con lui sapevamo sempre cosa aspettarci e cosa lui si aspettava da noi. Mario Martinez l’ho già conosciuto e mi ha dato l’impressione di essere una figura molto preparata, ma molte cose saranno comunque diverse. In quanto alla categoria mi ha stupito il fatto che in B1 abbiano costruito dei gironi da 13 squadre, tagliando fuori tutte le squadre in lista di ripescaggio, ma tutto sommato per poi potrebbe essere anche un’opportunità per vincere un numero maggiore di partite e creare quell’entusiasmo che manca da un po’ nello spogliatoio dell’Argentario. Un altro aspetto positivo è il fatto che giocheremo molti derby e viaggeremo meno».

Punterete al vertice della classifica? «È presto per dirlo, non sappiamo ancora come saranno composte le varie squadre. Di sicuro troveremo sulla nostra strada almeno altre tre avversarie attrezzate come Ata, Peschiera e Cerea, poi c’è il Marzola che si muove a proprio agio in questa categoria e tanti derby insidiosi».
Disputare le partite casalinghe a Cognola invece che al PalaBocchi cosa cambia? «Credo che per gli avversari sia uno svantaggio, perché se non la conosci quella palestra può creare qualche difficoltà».

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