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Serie B1

Alla scoperta delle Argentelle: Stefania Modena

In questa rubrica settimanale andiamo alla scoperta delle argentelle, notizie e curiosità dentro e fuori dal campo. Incontriamo una trentina doc come Stefania Modena!

Nome: Stefania Modena
Età: 17
Numero preferito: 4
Ruolo: Schiacciatrice
Soprannome: Ne ho tanti ma in squadra sono Stefo
Piatto preferito? Pasta allo scoglio
Musica preferita: Di tutto
Profili social: Instagram
Innamorata? Next question?
Miglior posto in cui sei stata: San Francisco perché ero con la mia famiglia e con alcuni amici
Viaggio ideale: Ovunque ma con le amiche

Se dovessi scegliere tra le tue attuali compagne di squadra con quale andresti: 1) in battaglia 2) a far festa 3) a vivere?
«In battaglia con Elena, a far festa con Ester ed Alice mentre a vivere con Leonor»
Come ti sei avvicinata al mondo della pallavolo?
«Mi sono avvicinata alla pallavolo fin da piccola: da bambina andavo quasi tutti i weekend al palazzetto perché un amico di famiglia era il presidente della curva Gislimberti. Inizialmente non ero interessata a questo sport perché ero super concentrata sulla ginnastica artistica ma poi per un infortunio ho dovuto smettere ed ho capito che volevo provare uno sport di squadra quindi, anche grazie a mia sorella, mi sono tuffata in questo nuovo ambiente».
Conciliare sport e studio è sicuramente molto impegnativo. Come te la cavi?
«Abbastanza bene, è molto faticoso soprattutto per la scuola che sto frequentando ma negli ultimi anni ho imparato ad organizzarmi e a sfruttare tutti i momenti morti per studiare e chiedere sempre aiuto ai compagni di classe o alle compagne di squadra».
Raccontaci la tua giornata tipo.
«Bastano tre parole per descriverla: scuola, studio ed allenamento».

Qual è il tuo obiettivo nella pallavolo e cosa pensi di dover migliorare per raggiungerlo?
«Mi pongo piccoli obbiettivi ogni allenamento e negli anni me ne sono posti alcuni più grandi per ogni stagione, come giocare ai nazionali under 16 da titolare, diventare un punto di riferimento per la serie C. Ora l'obbiettivo è giocare in B1».
A quale giocatrice ti ispiri?
«Come ho detto fin da bambina andavo al palazzetto e in quegli anni giocava a Trento Osmany Juantorena. L'ho sempre guardato con grande ammirazione sia per la sua tecnica che per il suo gioco. Negli ultimi anni mi sono ispirata anche a Grebennikov perché è un giocatore che mette serenità e allegria in campo ed è una caratterista che portare anch'io».
In partita come ti definisci?
«Quella che ci crede sempre».
Quali sono i tuoi interessi? tolta la pallavolo
«Shopping, serie tv e pomeriggi con le amiche».
Il lavoro che vorresti fare?
«È una domanda che mi fanno spesso ma a cui ancora non so dare una risposta, devo ancora capirlo».
Come hai vissuto il primo lockdown?
«Il primo lockdown l'ho vissuto abbastanza bene perché nonostante la situazione caotica in tutto il mondo la mia famiglia stava bene ed è stato bello passare del tempo con loro. Abbiamo ritrovato un armonia che forse per la vita frenetica che facciamo avevamo perso».
Una tua valutazione sugli attuali allenatori?
«Porto molto rispetto per entrambi perché sono due grandi personaggi della pallavolo. Carmen è stata la mia prima allenatrice all'Argentario ed è stata una delle prime a credere in me, mi ha insegnato tanto ma soprattutto mi ha fatto crescere caratterialmente e mentalmente. Maurizio ha visto qualcosa in me ed abbiamo lavorato tanto insieme stimolandomi a crescere ed ad impegnarmi per farmi diventare la giocatrice che sono oggi. Devo tanto ad entrambi».
Quello che avresti voluto sempre dire a qualcuno, ma che non hai mai detto?
«Forse avrei dovuto essere più dura con alcune persone».
Ci siamo, ultima domanda: Argentario perchè?
«Argentario perché ho avuto un opportunità e l'ho colta. Negli anni in cui ero nell'Alta Valsugana c'è stato un gemellaggio tra le due società e sono stata inserita in questo grande progetto di cui faccio parte ormai da 4 anni.Ho potuto allenarmi con ragazze che hanno giocato in campionati di interesse nazionale e confrontandomi con loro sono cresciuta come atleta e come persona».

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