Contro Como l'Argentario va sotto per 0-2, poi rimedia un punto
Come sempre, in questi casi, si può vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. La sconfitta al tie break incassata sabato scorso dalla Trentino Energie contro un avversario apparso in ottima forma come il Recoaro Como Volley può infatti essere considerata un buon risultato, se si pensa che l’Argentario ad un certo punto si era trovato sotto per 2 set a 0 senza aver mai dato l’impressione di poterserla giocare e soprattutto se si focalizza l’attenzione sul fatto che il punto guadagnato aumenta il vantaggio della squadra sulla zona retrocessione. Ma, nello stesso tempo, rappresenta anche un altro match connotato da continui alti e bassi e da un qualità complessiva di gioco che non può soddisfare allenatore e giocatrici, soprattutto per i numerosissimi black out dei quali sono state vittime, alla pari delle avversarie.
In una partita connotata da cinque set mai equilibrati, dominati dall’una o dall’altra squadra attraverso serie infinite di break point, quali non si vedono mai nei campionati di alto livello (da 0-0 a 2-12 nel primo set, da 16-15 a 17-25 nel secondo, da 5-7 a 12-7 nel terzo, da 6-8 a 14-8 nel quarto e da 3-0 a 4-11 nel quinto), il Como Volley ha complessivamente attaccato meglio (35% contro 32%), ha murato di più (10-6) e soprattutto ha commesso circa la metà degli errori su azione (24-16), un dato che ha condizionato l’intero match, così come il fatto che a firmare quasi metà degli attacchi vincenti della squadra di casa sia stata la sola Giulia Malesardi (23 su 52), scarsamente supportata da tutte le altre compagne. Le avversarie hanno messo in mostra un gioco ordinato, orchestrato con precisione da una delle migliori registe viste quest’anno a Cognola, Francesca Pettenuzzo, ma hanno pagato dazio soprattutto in ricezione, anche grazie alla pressione esercitata dal servizio di casa, sempre molto aggressivo.
La cronaca
Le padrone di casa iniziano il match con Giovanna Santi palleggiatrice, Serena Sfreddo nell’inedito ruolo di opposta per non precludere la presenza in serie C delle altre giovani alternative, Giulia Malesardi e Sofia Battistoni schiacciatrici, Aurora Baldoni e Ashanty Castellanos centrali, Sofia Ragazzi libero. Le comasche con Francesca Pettenuzzo al palleggio, Elisa Terraneo opposta, Erica Malacrida e Cecilia Quadrante schiacciatrici, Giulia Panzeri e Alessia Terraneo centrali, Camilla Tettamanti libero.
L’inizio della contesa è micidiale per le argentelle, che non fanno in tempo a schierarsi in campo e già si ritrovano sotto per 0-5, penalizzate da due errori di Battistoni, uno di Malesardi, dai muri di Quadranti e Alessia Terraneo. I contrattacchi delle stesse Terraneo e Quadranti peggiorano la rapidamente la situazione (1-8), che poi diventa irrimediabile quando le stoccate di Malacrida da posto-4, imbeccate da precisissimi palleggi tesi, fruttano il 2-12. La squadra di casa dà i primi segnali di vita, leggi i primi break point, sul 5-16, quando il turno al servizio di Sfreddo le permette di costruire un inutile parziale di 5-0 con un ace e quattro attacchi vincenti di Battistoni. Si va al cambio di campo sul 13-25.
Como vanta un bello 0-3 a muro a proprio favore, che in parecchie circostanze potrebbe valere da solo il successo, ma a creare un gap così ampio nel primo set è senza dubbio l’attacco (10-17). Il solo errore su azione lombardo testimonia anche quanto poco sia stata messa sotto pressione la squadra ospite.
Il secondo parziale è decisamente più equilibrato, anche se l’epilogo è disarmante. La buona partenza trentina (4-2) testimonia la voglia di riscatto dell’Argentario, che viene agganciato (6-6) da una ace di Alessia Terraneo su Battistoni. Fino al 12-12 l’equilibrio è massimo, poi un attacco out di Battistoni e un contrasto vincente di Elisa Terraneo spingono Como sul 12-14, neutralizzato da due errori consecutivi della centrale Terraneo (15-14). Sul 16-16 è difficile capire chi la spunterà, ma a quel punto la Trentino Energie, senza un perché, collassa, incassando un parziale di 0-8, che ci riporta alle debacle del primo set: i punti sono frutto di tre errori in attacco di Battistoni, un ace di Malacrida sulla stessa numero 9 trentina e tre attacchi vincenti comaschi. Un errore di Malesardi chiude con coerenza il set sul 17-25.
Fatto salvo che a muro (4-0), la Trentino Energie paga dazio in tutto il resto, in attacco (9-16), al servizio (0-2) e sul fronte degli errori (7-4).
Le argentelle a questo punto sono obbligate a reagire, ma l’avvio della terza frazione sembra fatto apposta per scoraggiarle, dato che il Recoaro si lancia prima sul 2-4 con attacco, muro (Terraneo su Malesardi) e un errore (Battistoni), poi sul 4-7 con un altro block di Terraneo (Alessia) su Sfreddo. Il trend del match appare lineare, ma dopo un suo cambio palla Giulia Malesardi si porta al servizio e la Trentino Energie costruisce una striscia di break point inattesa, che la porta dal 5-7 al 12-7 grazie ad una serie di attacchi vincenti della coppia Battistoni – Sfreddo e agli errori di Terraneo e Malacrida. Como fatica a riprendersi dalle sberle ricevute e ne prende altre due da Santi (muro su Quadranti) e Malesardi (attacco), ritrovandosi sotto per 19-13. Malesardi e Battistoni garantiscono i cambi palla che servono per arrivare in fondo, coadiuvate dalla laterale Perusini e da Pettenuzzo (errori). Il 25-21 riapre la contesa.
Stavolta l’attacco di casa vanta una netta superiorità (16-10), che qualche muro in meno (2-4) non basta a neutralizzare.
La quarta frazione segue uno sviluppo quasi identico a quello della terza. Anche in questo caso le due formazioni viaggiano appaiate fino al 6-6 con un muro per parte, e anche in questo caso il primo piccolo allungo è delle ospiti, un 6-8 frutto di un ace di Elisa Terraneo su Ragazzi, ma poi, d’improvviso, la Trentino Energie piazza un parziale di 8-0, che stronca ogni possibile resistenza delle ospiti: al servizio c’è Sofia Battistoni, che ci mette anche un ace, il resto lo fanno Malesardi (4 attacchi vincenti) e le avversarie (due errori in attacco), che non danno più alcun segno di reazione fino alla fine del set, consegnandosi alle argentelle quasi senza colpo ferire, sommando errori ad errori e lasciando campo libero alle attaccanti di casa, alle quali non sembra di giocare la stessa partita che avevano affrontato nei primi due set. L’ennesimo parziale senza storia si chiude sul 25-14.
A determinare un divario così ampio fra due squadre così vicine sono due fattori, ovvero l’attacco (13-7) e gli errori (3 contro 9) e a poco serve alle ospiti murare di più (1-3).
Il tie break ha il compito di assegnare la vittoria alla squadra che ha dominato le prime due frazioni o a quella che ha dilagato nelle due successive. Spinta dall’inerzia, la Trentino Energie lo comincia con un interessante 3-0 nel turno al servizio di Battistoni, ma un errore di Malesardi, che subito dopo si fa murare da Elisa Terraneo, e uno di Castellanos rovesciano la situazione (3-4). Fino al 6-7, come nei set precedenti, si fatica a capire chi la spunterà, poi ad accelerare è Como, che in due soli turni al servizio, quelli di Quadranti e Alessia Terraneo, paralizza il cambio palla trentino con ace, muri e una serie fatale di errori dell’Argentario (persino un pallone spedito sul soffitto da Ragazzi), consegnano set e match alle ospiti (9-15).
I numeri parlano di un sostanziale equilibrio (al ribasso) in attacco (5-6) e di una frazione decisa quindi dai muri (0-2) e dagli errori (6-3). 


