La Trentino Energie cede l'intera posta al Vobarno
Il girone di andata della Trentino Energie si chiude con una sconfitta casalinga incassata da una delle squadre più attrezzate del girone. Non una corazzata imbattibile, come ha dimostrato l’incontro di sabato scorso, ma un team più esperto dell’Argentario e dotato di più soluzioni in attacco, anche grazie ad una rosa lunga che consente al tecnico bresciano di cambiare completamente la diagonale palleggiatrice – opposta e di alternare due schiacciatrici in diagonale alla solida Emma Zanini a seconda delle necessità. Un’abbondanza di soluzioni che la squadra di Cognola non può permettersi. Il ko per 1-3 è il secondo match della stagione nel quale Santi e compagne non raggranellano alcun punto, in precedenza era accaduto solo a Mandello.
Il vero motivo di rammarico, per le argentelle, non sta solo nel fatto di aver lasciato l’intera posta ad una squadra contro la quale hanno giocato alla pari per quattro set, dominando il primo, ma nel fatto di non aver saputo approfittare dell’enorme quantità di errori in attacco commessi da Vobarno, ben 27, una cifra da record che meritava di essere valorizzata, perché non capiterà di nuovo di affrontare un team che regala così tanto. Purtroppo la serata negativa della ricezione, che ha incassato 11 ace, obiettivamente troppi, del servizio, che ha trovato nella sola Castellanos un’interprete efficace, e del muro, che ha trovato nella sola Sfreddo una pedina in grado di andare a segno, ha finito per vanificare tutti gli sforzi compiuti nei tre set finali per annullare gli innumerevoli tentativi di fuga del Vobarno. Nell’ultima frazione maratona, terminata 33-35, fatali sono invece stati tre errori al servizio di Panizza, Santi e Battistoni, che in quel momento, anche in virtù dell’elevata propensione all’errore delle avversarie, non dovevano essere commessi.
La Trentino Energie va al lungo riposo di fine andata al settimo posto con 8 punti di vantaggio sulla zona retrocessione, un ottimo risultato se si considerano le premesse della stagione, che lascia però dei rimpianti per i numerosi punti lasciati per strada a causa di black out improvvisi. L’obiettivo del girone di ritorno deve essere quello di trovare maggiore continuità nel gioco e soprattutto riprendere quel percorso di crescita che nelle ultime giornate sembra essersi arrestato.
La cronaca
La Trentino Energie inizia l’incontro con Giovanna Santi palleggiatrice, Alessia Panizza opposta, Giulia Malesardi e Sofia Battistoni schiacciatrici, Ashanty Castellanos e Serena Sfreddo centrali, Sofia Ragazzi libero. Il Vobarno se la gioca con Sabrina Bianchini palleggiatrice, Maria Fraccaro opposta, Emma Zanini e Martina Moriconi schiacciatrici, Arianna Roncadori e Geronimo Kanerin centrali, Laura Calcinardi libero.
Il primo set, come molti altri dell’Argentario in questa stagione, ha un andamento schizofrenico. Lo inizia con il passo giusto la squadra bresciana, che si porta sul 2-5 aiutata da un paio di errori trentini e da un ace di Roncadori su Ragazzi, ma dopo alcuni cambi palla le padrone di casa iniziano a dominare in lungo e in largo, grazie ad un servizio molto efficace, ma soprattutto ad una quantità industriale di errori prodotti dal Vobarno, che inizia a mandare palloni in rete o fuori dal campo. Con Serena Sfreddo al servizio ecco un ace e due errori di Bianchini e Kanerin, con Battistoni al servizio ecco un attacco di Malesardi e due errori di Zanini e Roncadori, con Santi al servizio piovono addirittura tre errori di fila prodotti da Bianchini, Moriconi e Gagliardi. È un flusso al quale il tecnico Signorelli non riesce a porre fine. Sul 19-10, di fatto, la frazione è già nelle mani della Trentino Energie, che poi va a chiudere sul 25-19, approfittando di altri due errori di Adami e Zanini.
I numeri dicono che Malesardi e compagne hanno raccolto 12 punti in attacco contro 10 (differenza minima), ma hanno beneficiato di 12 errori complessivi (20 su azione) del Vobarno, contro i propri 7, per un totale di 19 punti su 43 assegnati in questa modalità.
Dopo il cambio di campo, ovviamente, comincia una partita diversa. Non è ipotizzabile che la squadra bresciana possa continuare a foraggiare in questo modo le argentelle ed infatti dopo un avvio di marca trentina (6-4 con un ace di Malesardi su Fraccaro e Zanini), iniziano i guai per la squadra di casa, che in tre sole rotazioni, con i servizi di Gagliardi, Kanerin e Bianchini, si ritrovano sotto di 6 punti (8-14), soffrendo maledettamente in ricezione e in attacco. A differenza di quanto era avvenuto, a parti invertite, nel primo set stavolta nel mucchio ci sono due soli errori, il resto sono due ace su Malesardi, e una serie di contrattacchi vincenti, che invece alle argentelle non riescono, difese o murate a ripetizione. La frazione sembra archiviata, invece non è così, dato che le battute incisive di Castellanos mettono le basi per un blitz trentino, che riporta il punteggio in parità (15-15) con un contro - parziale di 6-0, frutto di due ace, due omaggi ospiti e un paio di attacchi. Fino al 19-20 l’equilibrio è assoluto, poi un ace della regista Pirlo, entrata con il doppio cambio, un contrattacco di Adami e un muro di Zanini sulla fast di Castellanos lanciano Vobarno verso la conquista del set (19-23), nonostante l’ultimo tentativo di tornare in corsa dell’Argentario (22-23). Chiude un muro di Roncadori su Battistoni: 22-25.
A fare la differenza, in questa frazione, non è tanto l’attacco (12-13), perfettamente compensato dagli errori (6-7), né gli ace (3-3), ma esclusivamente i 3 muri a 0 a favore delle bresciane.
Nella terza frazione Signorelli decide di ripartire con la diagonale palleggiatrice – opposta composta da Pirlo e Adami. L’1-3 è frutto di due ace consecutivi di Zanini su Battistoni, ma l’Argentario si risolleva subito con due muri e un errore di Adami. Quello della vulnerabilità in ricezione rimane però un problema serio di questa frazione, dato che Battistoni poco dopo incassa anche il terzo ace, al quale aggiunge due errori in attacco (9-12). A riportare a galla le padrone di casa ci pensano gli attacchi di Malesardi e i servizi di Castellanos, uniti al solito aiutino di Vobarno, ovvero l’errore di Moriconi, che vale il 14-14. L’andamento della frazione è ancora una volta schizofrenica, non a caso segue un nuovo ennesimo rovesciamento delle parti, che permette alle bresciane di costruire un parziale di 4-0, grazie ad un ace e a due errori di Panizza e Malesardi. La Trentino Energie riesce a giungere anche questa volta al rush finale sul 20-20, aiutata da un paio di errori avversari e da due punti di Castellanos, ma sul più bello Battistoni manda sul nastro la palla del possibile sorpasso e con i servizi di Kanerin il Vobarno va a vincere la frazione: Roncadori mura la numero 9 trentina, Zanini e Fraccaro portano il 20-24. Ancora di Zanini il punto del 21-25.
I numeri assomigliano a quelli della frazione precedente, dato che anche stavolta l’inferiorità dell’Argentario in attacco (9-12) viene compensata quasi del tutto dall’elevata fallosità delle bresciane (6-8), ma a fare la differenza c’è un pesante 1-4 per quanto riguarda gli ace.
Il quarto set non si discosta dal copione dei due precedenti, purtroppo neppure per il suo epilogo, l’unica differenza sostanziale è la sua durata. Una maratona di 40 minuti, che comincia con un confortante allungo dell’Argentario, avviato dalle battute sempre molto incisive di Ashanty Castellanos, che producono un ace, al quale fanno seguito un mani e out di Malesardi e un errore dell’opposta Adami. Il 4-2 viene consolidato da un errore di Kanerin, mentre un ace per parte (Moriconi su Malesardi e Panizza sul libero Calcinardi) protraggono il vantaggio trentino fino al 10-7. Da lì in poi le cose si complicano per la Trentino Energie, che ricomincia a soffrire oltremodo in attacco e Vobarno ne approfitta, prima per andare al sorpasso (10-11) con un ace della regista Pirlo su Battistoni e due contrattacchi di Adami, poi per volare sul 12-15 grazie agli errori in serie di Battistoni (battuta), Castellanos e Malesardi (attacco). Una serie infinita, e del tutto inedita, di cambi palla, congela poi la situazione fino al 20-23: a dare continuità all’Argentario sono le due laterali, ma anche il costante contributo sul piano degli errori da parte delle ospiti,un ping pong che però avvantaggia solo Vobarno, il quale può difendere il proprio vantaggio. Prima che sia troppo tardi ci pensa però Giulia Malesardi a riaprire i giochi, prima chiudendo l’azione lunghissima del 21-23, poi battendo con efficacia per due volte, assecondata dai due pesanti errori consecutivi commessi dalla laterale Piccinelli, entrata al posto di Moriconi ad inizio set. Sul 23-23 comincia un’altra lunghissima serie di batti e ribatti, fatta di 12 cambi palla consecutivi, nei quali la numero 5 trentina trova una continuità di rendimento impressionante. Sul 29-29 sono un suo servizio, seguito da una sua pipe a regalare all’Argentario, che aveva annullato sei match point consecutivi, il primo ed unico set ball della frazione, poi annullato da Zanini, che in seguito firma anche il contro break del 30-31. Le padrone di casa resistono fino al 33-33, poi Battistoni manda la battuta a morire sul nastro, mentre la stessa Adami fa secca Sofia Ragazzi con il proprio servizio e avvia la festa del Vobarno: 33-35.
In questo set “eterno” i numeri risultano ovviamente macroscopici, ma si attengono al solito schema, che disegna una leggera superiorità bresciana in attacco (19-20), annullata dagli errori (10-11), tantissimi da una parte e dall’altra; a fare la differenza sono le inezie, ovvero un muro (1-2) e un ace (2-3) in più a favore delle ospiti.


